Teatro: Stagione teatrale 11/12
dal 19 al 29 gennaio oggi in scena
Teatri di Vita
di Copi
a cura di: Daniela Cotti - con: Eva Robin's - scene: Andrea Cinelli con la consulenza di Maurizio Bovi - costumi: Andrea Cinelli col repertorio vintage di A.N.G.E.L.O. - fotografia: Raffaella Cavalieri
Abbiamo messo Eva Robin's nel Frigo! Apri lo sportello e parte una strana girandola di personaggi e storie, di surreali crudeltà. Il frigo – surreale e pungente - è uno dei testi teatrali più vorticosi di Copi, dove si ritrovano concentrati tutti i suoi temi e le sue manie, a cominciare dai sessi indefiniti e dalle violenze a ripetizione. A incarnare l'eroina di questa strana opera è Eva Robin's. Ironica, affascinante, cinica, Eva Robin’s, rivela il suo straordinario talento d’attrice affrontando sola in scena una miriade di personaggi in un meccanismo di veloci trasformismi e moltiplicazioni di identità.
Teatro Ragazzi: Vieni a teatro con me?
28 gennaio oggi in scena
CRAC Collettivo Ricerca Arti Contemporanee
di: Serena Marossi - coreografia e danza: Maria Cerciello, Riccardo Fusiello, Mariafrancesca Guerra, Agostino Riola, Francesca Romano.
Prendete un respiro a pieni polmoni, chiudete gli occhi e lasciate che i vostri piedi si stacchino da terra. Venite con noi, tra pianeti lontani disegnati a matita su un foglio spiegazzato. Incontreremo personaggi fatti di vapore acqueo caramellato, di zucchero filato modellato, di petali di rosa alla cannella, di sorrisi sporchi di marmellata, di soffici nuvole rosso meringa… Insomma, fatti della stessa sostanza dei sogni. Lo spettacolo racconta le avventure del Piccolo Principe dopo la sua ”partenza” dalla Terra, alla ricerca della rosa da proteggere. Seguendolo i bambini incontreranno nuovi mondi e personaggi e conosceranno un modo nuovo di utilizzare il corpo e il movimento, come canale di immagini, emozioni e relazioni.
Teatro Ragazzi: Chi è di scena al Litta
dal 31 gennaio all'1 febbraio
Claudio Milani_Latoparlato
da un'idea di: Claudio Milani e Francesca Marchegiano - testo: Francesca Marchegiano - narrazione: Claudio Milani
Ci sono storie di paura paurose. E altre divertenti. Bù! è una divertente storia di paura, raccontata da un attore... e da una porta. La porta è un confine: da una parte c’è il Bosco Verde, dall’altra il Bosco Nero. Nel Bosco Nero vivono il Ladro, il Lupo, la Strega e il padrone di tutti: il terribile Uomo Nero. Nel Bosco Verde c’è una mamma rotonda come le torte, un papà forte, sette fratelli grandi come armadi... e anche un bambino, il piccolo Bartolomeo. Sarà proprio lui, accompagnato dall’inseparabile copertina, a dover affrontare le creature del Bosco Nero... Fino a sconfiggerle una per volta. Con un andamento narrativo divertente e rassicurante come una filastrocca, vengono messe in scena le paure tipiche dei bambini. Bù! insegna che le paure si superano e che ridere è l’arma migliore.
Teatro: Stagione teatrale 11/12
dall'1 al 5 febbraio
Dolce Marilyn
regia: Michela Marelli - con: Luca Maciacchini - testi: Michela Marelli e Serenella Hugony Bonzano - canzoni e arrangiamenti: Luca Maciacchini - progetto luci: Niccolò Leoni
“È indubbio che in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico, lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto, perchè per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il paese” (Giorgio Ambrosoli, 1975)
Vittima di un sicario ingaggiato dal banchiere Michele Sindona, sulle cui attività stava indagando, Giorgio Ambrosoli è stato assassinato per avere fatto il suo dovere senza compromessi. Luca Maciacchini porta in scena la vicenda di Giorgio Ambrosoli con le modalità e gli obiettivi del teatro civile, in forma di teatro canzone. Attraverso il monologo e la canzone, Maciacchini racconta in maniera corretta e originale, senza politicizzazioni, cercando di far capire al pubblico alcune delle complicatissime dinamiche su cui stava indagando l’avvocato prima di venire ucciso. Arriva un momento nella vita in cui ti dici ‘diamo un senso preciso a questa carriera’. Va bene essere commerciali, far ridere, divertire ma vi è anche la necessità di dire ‘cosa ci sto a fare su un palco?’ Provvidenziale è stato l’incontro con Annalori Ambrosoli nel 2008 con la quale si è deciso di preparare lo spettacolo.
Luca Maciacchini
Teatro Ragazzi: Chi è di scena al Litta
dal 2 al 3 febbraio
compagnia RODISIO
di: Manuela Capece e Davide Doro - regia: Manuela Capece e Davide Doro - con: Amina Amici, Giulio Canestrelli, Davide Doro, Pasquale di Filippo
La Festa è un gioco. C’è un popolo e c’è un re. Il re ordina, il popolo esegue e tutti hanno i baffi. La Festa è la tragica fine di una dittatura. Si parla di potere, di libertà, di coscienza, di desiderio, di bene e di male. E dopo si può addirittura parlare di Democrazia. Una fotografia un po’ espressionista del nostro piccolo popolo, quello che i bambini hanno raccontato ai Rodisio nei due anni di ricerca serviti alla preparazione dello spettacolo. A loro è stato chiesto di raccontare il mondo in cui vivono: una domanda complessa che attraversa presente e futuro. Ed è proprio quell’ essere naturalmente predisposti al domani, che rende i bambini meravigliosamente rivoltosi. Lo spettacolo arriva a conclusione del progetto di ricerca che ha coinvolto oltre 500 bambini dai 6 agli 11 anni in Italia, Francia, Inghilterra, Irlanda e Giappone sul tema della Paura, dell’Amore e della Rivolta.
Teatro Ragazzi: Vieni a teatro con me?
4 febbraio
compagnia RODISIO
di: Manuela Capece e Davide Doro - regia: Manuela Capece e Davide Doro - con: Amina Amici, Giulio Canestrelli, Davide Doro, Pasquale di Filippo
La Festa è un gioco. C’è un popolo e c’è un re. Il re ordina, il popolo esegue e tutti hanno i baffi. La Festa è la tragica fine di una dittatura. Si parla di potere, di libertà, di coscienza, di desiderio, di bene e di male. E dopo si può addirittura parlare di Democrazia. Una fotografia un po’ espressionista del nostro piccolo popolo, quello che i bambini hanno raccontato ai Rodisio nei due anni di ricerca serviti alla preparazione dello spettacolo. A loro è stato chiesto di raccontare il mondo in cui vivono: una domanda complessa che attraversa presente e futuro. Ed è proprio quell’ essere naturalmente predisposti al domani, che rende i bambini meravigliosamente rivoltosi. Lo spettacolo arriva a conclusione del progetto di ricerca che ha coinvolto oltre 500 bambini dai 6 agli 11 anni in Italia, Francia, Inghilterra, Irlanda e Giappone sul tema della Paura, dell’Amore e della Rivolta.
Corsi: Corsi di teatro 11/12
WORKSHOP TEORICO E PRATICO di Juan Folino
Il workshop di Juan Folino è rimandato a data da destinarsi a causa di gravi problemi personali.
Ci scusiamo la momentanea sospensione dell'iniziativa.
Teatro: Stagione teatrale 11/12
dal 10 al 19 febbraio
Piccola Compagnia della Magnolia con il sostegno del Sistema Teatro Torino in collaborazione con Théatre Durance - Scène Conventionnèe (France - PACA)
elaborazione testo e regia: Giorgia Cerruti - assistente alla regia: Fabrizia Gariglio - con: Davide Giglio - suono e luci: Riccardo Polignieri - studio costumi e scelte musicali: Giorgia Cerruti - realizzazione costumi: Atelier PCM e Alessandro Di Blasi
Ispirato a Titus Andronicus di William Shakespeare
Dal 10 al 19 febbraio al Teatro Litta TITUS / Studio sulle Radici è la terza tappa di un percorso shakespeariano denominato Trilogia dell’Individuo inaugurat
con Hamm-let / Studio sulla Voracità (2009) e proseguito con Otello / Studio sulla Corruzione dell’ Angelo (2010 / 2011).
Dopo Otello e Amleto la compagnia prova a spingere lo sguardo verso un nuovo Shakespeare, meno evoluto certamente nella scrittura ma carico di potenza immaginifica e straziato nel cogliere il senso dei legami di sangue. Studiare le Radici è studiare il sangue, i rapporti primari di parentela o comunque i rapporti senza mediazioni, di rito e mito: dire “sangue mio” è dire a qualcuno che lui scorre in te. Crediamo che il senso del Titus sia politico o ideologico solo in apertura e chiusura: è un’opera dal carattere consapevolmente
grottesco dove il potere è su un piano tribale in quanto difesa di una famiglia e offesa ad un’altra. È pertanto potere privato e immediato, violento: potere di amare smisuratamente, o di sopraffare, stuprare, mutilare, uccidere. In profondità questo conflitto – così contemporaneo – non tocca le nostre culture o i nostri valori, ma si gioca sul sangue. Da una parte la coesione familiare e dall’altra l’opposto, la mutilazione come taglio del corpo tribale e del corpo individuale, recisione del legame essenziale della parte con il tutto.
Immagino un viaggio sincero tra Shakespeare e noi, uno spazio scenico ampio e nudo, scarno, una grande tela al fondo che assorbe cromaticamente nei rossi lo spazio, una cancrena a fare da sfondo e Velasquez che ispira nei costumi l’ampiezza delle passioni e l’energia degli attori. E aria che si sprigiona tra le vesti, nella recitazione attenta a rispettare la metrica di Shakespeare ma aperta anche al nostro dire, un’estetica antinaturalistica sempre attenta a dichiarare il teatro, la sua finzione, ma ostinatamente volta a offrire la verità e la densità emotiva in un equilibrio difficile da trovare ma che continua febbrilmente ad appassionarci.
Giorgia Cerruti
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