Festival Connections

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    Festival Connections 2006
    28 settembre – 1 ottobre

    Dal 28 settembre al 1 ottobre il Teatro Litta ha presentato Connections - Nuovi testi per un festival di nuovi interpreti, che vede i giovani dai 13 ai 19 anni protagonisti nella messinscena di nuovi testi, scritti appositamente per loro da drammaturghi di fama internazionale.
    Il progetto della durata di dieci mesi ha coinvolto più di 25 scuole della città di Milano e del territorio, per un totale di circa 1000 giovani che si sono impegnati nello studio e messinscena dei testi a disposizione nel portfolio 2006.
    Un pubblico numeroso, con una media di più di 150 spettatori a spettacolo per un totale di oltre 2500 presenze, ha preso parte all’intero festival e il teatro si è affollato di giovani che con il loro entusiasmo e la loro passione hanno creato un clima coinvolgente e festoso.

     

    Nei tre giorni di rassegna sono stati presentati i 12 spettacoli selezionati fra i lavori degli Istituti partecipanti; la serata conclusiva di domenica sera è stata dedicata al testo I Musicisti di Patrick Marber, in tre diverse interpretazioni. Gli altri testi andati in scena: Broken Halleluja di Sharman Macdonald, Brokenville di Philip Ridley, Il re del castello di Christina Reid e Turisti e soldatini del premio Nobel nigeriano Wole Soyinka, Io con te ho chiuso di Mark Ravenhill, Binario morto di Letizia Russo, Il re del castello di Christina Reid, Take away di Jackie Kay, Brokenville di Philip Ridley e Shut up di Andrew Paine. Quest’ultimo è stato presentato in lingua originale dall’International School of Milan, che ha partecipato nel 2006 anche al progetto londinese.

    Le scuole selezionate hanno avuto la possibilità di provare lo spettacolo sul palcoscenico, con un tecnico del Litta a disposizione per le prove oltre che per la rappresentazione finale, e di usufruire del materiale tecnico di base per l’andata in scena.
    All’interno della rassegna giovedì 28 settembre si è svolto il workshop di teatro e musica “Dal buio alla luce: come una canzone può diventare un testo teatrale”, condotto da Luca Scarlini. Hanno partecipato circa 30 ragazzi dai 14 ai 19 anni che, ascoltando ossessivamente alcune tracce dell’ultimo cd dei Depeche Mode Playing the Angel, hanno lavorato in gruppi scrivendo brevi sceneggiature. Alla fine del laboratorio i ragazzi hanno rappresentato il loro lavoro, mostrando le diverse scelte drammaturgiche e sceniche, sorte dalle atmosfere delle musiche ascoltate.

    La rassegna si è caratterizzata per un clima di festa e per un coinvolgimento di tutti i protagonisti: i ragazzi hanno partecipato con grande impegno e curiosità, non solo come attori dei propri spettacoli, ma anche come pubblico della manifestazione, favorendo lo scambio e il confronto di tutti i partecipanti; l’Osservatorio, guidato da un esperto in drammaturgia, ha visto grande entusiasmo ed una forte presenza: giornalisti in erba si sono prodigati in recensioni, critiche ed interviste, creando coesione all’interno del gruppo e solidarietà con i colleghi attori. Il loro assiduo lavoro ha prodotto la redazione di sette edizioni di ConnectionsNews, documentando in tempo reale lo svolgimento della rassegna.

    Momento speciale di ritrovo e confronto è stato venerdì pomeriggio l’incontro con gli autori. Tra gli altri erano presenti Letizia Russo autrice di Binario Morto e vincitrice del premio UBU 2003 e la nord-irlandese Christina Reid, autrice de Il re del Castello, testi scritti negli anni scorsi per il progetto londinese. All’incontro hanno partecipato anche Gianni Clementi e Renata Ciaravino, autori cui il Litta ha commissionato, per la prima volta nel 2006, due nuovi testi che saranno inseriti nel portfolio italiano dal prossimo ottobre.

    Ospite del festival è stata Helen Prosser, rappresentante del National Theatre di Londra, che ha partecipato con entusiasmo e costanza a tutte le giornate incontrando e rispondendo alle domande dei ragazzi, e con cui si sono avviate nuove ipotesi di collaborazione per il futuro.
    Inoltre sono stati presenti alcuni responsabili degli altri teatri interessati al progetto, che sta sviluppando una rete fra i vari partner italiani ed europei sia a livello di progettazione fra le Istituzioni coinvolte, che di scambio fra i giovani fino alla partecipazione di questi ultimi con il proprio spettacolo ad altre rassegne.

    Simbolo del progetto è una pianta di cactus, - arida ma nello stesso tempo colma d’acqua al suo interno – la quale rispecchia l’indole dei giovani protagonisti: aspri, pungenti e ruvidi, ma anche estremamente tenaci, pieni di risorse e ricchi di vita. Questo simbolo è il logo di tutto il festival, ripreso sul materiale cartaceo, negli allestimenti e nel materiale di comunicazione predisposto per i partecipanti. Alle scuole coinvolte è stata distribuita una pianta di cactus (per professori ed operatori) e, per tutti, i gadgets realizzati per la manifestazione.

    La Connections Card, tessera gratuita rivolta ai giovani partecipanti, distribuita nei tre giorni del festival, offre ai possessori una serie di agevolazioni tra cui l’ingresso al Teatro Litta al prezzo di 3 € ed è nata con la finalità di aggregare i partecipanti creando una community, di incentivare l’utilizzo del forum e di avvicinare il giovane pubblico al teatro.

    Un gruppo di operatori ha filmato lo svolgimento della rassegna per realizzare un dvd contenente i momenti più significativi del festival - spettacoli, incontri, laboratori, Osservatorio, aperitivi e feste - che verrà distribuito alle scuole partecipanti.
    Diversi critici e addetti ai lavori hanno seguito il progetto che è stato “monitorato” anche da uno staff dell’Università Cattolica di Milano, sia dal punto di vista drammaturgico che da quello della sua ricaduta pedagogico-educativa.


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    Teatro Litta - corso Magenta 24 - 20123 Milano - T 02.80.55.882 / 02.80.55.891 - F 02.72010640
    per informazioni: Sara Martignoni saramartignoni@teatrolitta.it