Teatro: Stagione teatrale 11/12
dal 18 giugno al 7 luglio
produzione: Litta_produzioni
di Anthony Neilson
regia: Antonio Syxty - traduzione: Imogen Kusch - con: Giovanna Rossi, Gaetano Callegaro e Marianna De Pinto - scene e costumi: Guido Buganza - luci e immagini: Fulvio Melli - staff tecnico: Alessandro Barbieri e Ahmad Shalabi - foto: Federico Cabria - direttore di produzione: Gaia Calimani - un ringraziamento particolare a: Flora Pitrolo
Spettacolo vietato ai minori di 14 anni - 19, 25 e 26 giugno riposi aggiuntivi
L'ultimo spettacolo della stagione è una regia di Antonio Syxty da un testo dell’autore scozzese Anthony Nielson, esponente della corrente britannica contemporanea in-yer-face-theatre.
“È cominciato tutto con un film pornografico. Giuro su Dio che era un film pornografico come altri centinaia che avevo visto. No, c’erano delle differenze, il montaggio e certe strane inflessioni, ma io ho pensato che fosse per la povertà dei mezzi. No, sarò sincero con voi, ho pensato che fosse così perche l’aveva fatto una donna” queste sono le prime parole del Censore nella pièce teatrale del drammaturgo scozzese Anthony Neilson, che ha vinto il Time Out Award for Best Fringe Production nel 1997, e il Writers Guild Award for Best Fringe Play. La storia immaginata dall’autore è una parabola che racconta un incontro fra una donna, Shirley Fontaine, regista di film erotici e un Censore addetto alla valutazione artistica e morale dei contenuti filmati. Miss. Fontaine cerca di convincere il Censore sul fatto che il film che ha girato ha il solo scopo di analizzare il sesso come linguaggio dei corpi. Il Censore sostiene ripetutamente che il film è semplicemente pornografico. Nei loro incontri si sviluppa un rapporto misterioso fra ‘colui che censura’ e ‘colui che è censurato’, mettendo a nudo i due protagonisti in una sorta di auto-rappresentazione delle proprie pulsioni e creando un forte legame fra i due, fino a sfociare in una storia d’amore in cui la regista spinge il Censore a sondare il lato oscuro delle sue paure sessuali.
Parallelamente alla loro vicenda c’è quella del Censore con la moglie, in un rapporto in crisi per via di un altro uomo, e che drammaticamente andrà a concludersi in una scena finale a sorpresa. Il Censore è stato acclamato come una brillante allegoria psico-sessuale da tutti i maggiori quotidiani inglesi fra cui The Guardian che ha definito la pièce di Neilson come l’opera più provocante dell’autore scozzese e come “un’ inquietante e affascinante esplorazione dello sguardo”.
"La sua opera più provocatoria.... un’esplorazione inquietante, perturbante e anche bella… "
The Guardian
"Un avvincente e intelligente prova di uno scrittore che è stato incredibilmente sottovalutato per troppo tempo.
Anthony Neilson crea un’ allegoria psico-sessuale brillante.... una visione profonda e tragica dell’ umanità messa a nudo."
The Evening Standard
"Una testo inquietante e ipnotico, in grado di sconvolgere, interpretato con perfetta intensità "
The Sunday Times
"Il Censore ... un incontro fra un artista e un censore… una parabola come guarigione, una storia d’amore tragica e avvincente… "
The Daily Mail
"Il Censore è un gioco commovente, divertente, brillante e profondo"
The Times
Il Censore di Anthony Neilson ha vinto il premio Out Award per la miglior produzione Fringe 1997, e il Writers Guild Award per il miglior spettacolo Fringe 1997.
La prima produzione del Censore è stata commissionata e prodotta dal Finborough Theatre di Londra e successivamente ripresa al Duke of York Theatre, e poi di nuovo al Royal Court Upstairs all’ Ambassadors Theatre sempre nel1997.