Teatro: Stagione teatrale 11/12
Evento concluso
produzione: Associazione Golden Ticket
di Gloria Mina
adattamento per il buio e regia: Sergio Masieri e Gloria Mina - effetti sonori: Khouildi Hatem - musiche tratte da: Franz Schubert - con: Sofia Pauly, Laura Martelli, Luca Pernisco
REPLICA STRAORDINARIA
domenica 13 maggio h 21.00 - Sala La Cavallerizza
Il Teatro Litta propone una replica straordinaria dello spettacolo ormai tutto esaurito da giorni
Non perdere l'occasione!
Tratto da una storia vera, “Tutto bene, mamma?” racconta una vicenda semplice e per questo sconvolgente, tenera, innocente. Ed è proprio nell’incredibilità di questo caso che si riscopre la cronaca e il surrealismo, nel senso di superamento stesso della realtà. Una vicenda paradossale nella sua apparente immediatezza, attestata appunto da un fatto realmente accaduto.
Memphis, anno 1999.
Una mamma, il suo bambino, la nonna al telefono.
Un uomo alla porta, una torta in forno, un insolito animale domestico.
Uno spettacolo surreale nel suo realismo.
Una storia che lascia l’amaro in bocca dopo qualche sorriso.
Un dialogo che si trasforma in monologo indotto.
Tante messe in scena quanti sono gli spettatori che immaginano.
Un teatro interamente al buio. E non è il buio di quando si chiudono gli occhi. E’ un buio più profondo, più intenso, più impegnativo. In cui non si riescono a scorgere le sfumature delle luci al di là delle palpebre. Le pupille sono dilatate al massimo, ma non c’è verso che tenga: non si vede proprio nulla. E allora si potenziano tutti gli altri sensi. Di necessità, virtù. Gli altri sensi si potenziano o forse semplicemente si riscoprono, abituati come siamo oggi a non utilizzare più altri canali al di fuori della vista. Sono 50 minuti di spettacolo in cui inizialmente si manifesta un po’ di disagio, di imbarazzo, di smarrimento, ma superato il primo impatto, la fantasia e l’immaginazione prendono il sopravvento come un grande sogno ad occhi aperti. Letteralmente. In questo teatro gli spettatori sono davvero partecipanti: ti raccontano all’uscita tanti spettacoli diversi a seconda di quello che hanno immaginato. E poi sono coinvolti tramite l’udito, il gusto, il tatto, l’olfatto, tutto tranne la vista. La concentrazione in sala è massima, dopo aver passato le opportune camere di compensazione, quasi ad entrare in un esperimento scientifico. Il silenzio e l’attenzione sono indicibili, non scappa una risata, un colpo di tosse, un mormorio, un trillo di cellulare.
il regista